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Provincia Autonoma di Trento - Servizio Trasporti Pubblici

 
 
 

Nuova smart card: obbligatoria la validazione dal 27 novembre 2007

A partire dal 27 novembre2007 a bordo di autobus urbani, corriere di linea e presso le stazioni e fermate ferroviarie (prima della salita sui treni) è obbligatoria la validazione (con relativa sanzione di 3,33 €) di tutte le tessere  “smart card” che sono state distribuite in sostituzione di quelle a banda magnetica utilizzate fino ad ora per l’acquisto degli abbonamenti al trasporto pubblico locale.

Chi deve validare?
Tutti gli abbonati in possesso di smart card.

Quando si deve validare?
La validazione deve sempre essere effettuata in salita all’inizio di un nuovo viaggio (check-in).
Se si utilizza l’autobus urbano o le corriere dei servizi extraurbani la validazione dovra’ avvenire ad ogni salita avvicinando la nuova tessera ai validatori installati sui mezzi.
Se si utilizza il treno la validazione dovrà avvenire presso una delle validatrici presenti nelle stazioni e nelle fermate lungo le linee ferroviarie attive sul territorio provinciale (ferrovia del Brennero, ferrovia della Valsugana e Ferrovia Trento Malè).

Si deve validare anche al termine del viaggio?
La validazione in uscita dal mezzo è necessaria solo per gli utenti di tutte le categorie che hanno un abbonamento con Libera circolazione e solo sui mezzi extraurbani o treni (non è necessaria in ambito urbano).

Come si deve effettuare la validazione?
La validazione si deve effettuare avvicinando la nuova tessera all’area gialla presente sulla validatrice (la validatrice riconosce la tessera entro una distanza di circa 10 cm). Se la validazione ha esito positivo la validatrice emette un segnale acustico accompagnato dall’accensione di una luce di colore verde: ciò significa che sulla vostra tessera è presente un titolo di viaggio valido per il tragitto che state percorrendo. Se la validazione ha esito negativo la validatrice emette un diverso segnale acustico accompagnato dall’accesione di una luce di colore rosso. In tal caso sulla vostra tessera non è presente un titolo di viaggio valido per il tragitto che state percorrendo (es. abbonamento scaduto).

Attenzione: per effettuare la validazione non è necessario estrarre la smart card dall’involucro protettivo di plastica o dal porta tessera consegnato assieme alla tessera stessa. La validatrice è in grado di riconoscere la presenza della tessera anche se questa viene “strisciata” sulla validatrice, ad esempio, rimanendo all’interno del portafoglio.

A chi ci si può rivolgere in caso di probelmi con la nuova tessera?
In caso di problemi con la nuova tessera è possibile rivolgersi al personale di biglietteria delle concessionarie che verificherà la causa dell’eventuale malfunzionamento e fornirà all’utente le indicazioni per la risoluzione del problema (abbonamento scaduto, tessera guasta, ecc.).

Rottura, smarrimento, furto e sostituzione delle nuove tessere.
In questi casi è necessario richiedere un duplicato della tessera compilando il modulo disponibile presso le biglietterie. Il costo del duplicato è di 4€. In attesa dell’emissione del duplicato all’utente viene consegnato un documento sostitutivo che consente l’utilizzo dei servizi di trasporto pubblico.

Perché l’obbligo di validazione?
Riassumiamo i principi che stanno alla base dell’obbligo di validazione degli abbonamenti caricati su smart card MITT, obbligo introdotto a livello di legge (art. 33 comma 1bis della legge provinciale 16/1993, introdotto dalla legge provinciale 20/2005, art. 46). Innanzitutto la riaffermazione del controllo sociale sull’evasione tariffaria. Il gesto della validazione altro non è che la riproposizione in chiave moderna della vecchia e desueta regola dell’esibizione al conducente dell’abbonamento (sugli autobus compaiono ancora le scritte “salire con biglietto” sulle porte posteriori e “esibire la tessera all’autista” sulla porta anteriore). La mancata applicazione pratica della vecchia regola è alla base di numerose proteste di utenti che lamentano come sull’autobus “nessuno paga”, affermazione che il più delle volte i controlli dimostrano falsa in quanto i presunti "non possessori di titolo di viaggio" che non timbrano, sono in realtà titolari di abbonamento (in tasca). Ecco allora che l’obbligo di validazione, nelle intenzioni, dovrebbe consentire di riattivare un circolo virtuoso in quanto “pago volentieri perchè vedo che tutti pagano”. Il secondo principio fondamentale alla base dell’obbligo di validazione è quello della conoscenza, da parte degli Enti concedenti i servizi (PAT e Comuni), dei volumi di traffico registrato sui mezzi. Il conteggio quotidiano del numero dei passeggeri saliti corsa per corsa, pur nel pieno rispetto della privacy dei singoli passeggeri, mette a disposizione degli Enti concedenti i dati necessari per una migliore organizzazione dei servizi, per diminuire gli sprechi dove i servizi sono sottoutilizzati e concentrare le risorse dove maggiore è la domanda, sulla base di dati oggettivi e non di singole segnalazioni o rilievi una tantum (che, oltre all’onerosità e difficoltà organizzativa, consentono solo una fotografia di un particolare giorno, non necessariamente rappresentativo del normale flusso di passeggeri).
Si rammenta che controllori e capitreno possono verificare l’avvenuta validazione e che la stessa legge stabilisce una sanzione di 10 € (3,33 € se pagati entro 60 giorni) per chi, essendone obbligato, omette la validazione.

 
 
 
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